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Sociale 30 ottobre 2014 · lettura 1 min · 1768 letture

Pomezia, primordiale sorella

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pompeo conte 750 poesie pubblicate
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A rammentare son rimasti in pochi quegli anni da pionieri qui vissuti malsana landa a convertir feconda ove natura ancora primordiale nel corso dei millenni ha sonnecchiato. Tra cinguettare, e d'acque un mormorio con speme nel futuro e confidenti, dall'indol buona i mitici coloni accorser poi le terre a seminare, per tante, troppe bocche da sfamare. Immerse nel silenzio eran le case, di buon mattin ognuno già operoso, davanti all'uscio assisi poi di sera con ventola girante senza posa, e alcun nell'aia ad innaffiar le rose. Io ti rispetto, ché nascesti prima, di ben due anni tu mi sei maggiore, di guerra tu all'inizio, ed io alla fine, né ch'io possa vantarmi esser qui nato: venni ventenne,"l'altro" era finito! Ed ero bimbo quando cadde il Duce... fra tanti orrori, pur del buono fece, quant'altro giudicar, dovrà la Storia! Da fabbriche fiorenti qui allettato, del resto colgo quanto è rivelato.
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Pomezia è la città dove vivo ormai da da molti anni. Fu fondata il 29 novembre del 1939, al termine della bonifica delle Paludi Pontine e dopo la nascita di Nettuno, Aprilia e Sabaudia.

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L'autore
pompeo conte

Diploma "TIM e vari altri di natura professionale, ma la passione più profonda è verso le materie letterarie, che lo fanno sentire un eterno studente. Conoscenza di diverse lingue straniere, con permanenze all’estero. Ogni risultato nella vita è sempre giunto con un certo ritardo, ma va bene anche così. Pensionato, ris

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Commenti (2)

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sergio garbellini30 ottobre 2014

Complimenti, una stesura molto profonda e interessante, avvenimenti passati alla storia e vicende di vita vissuta raccontate con una maestria davvero notevole, versi che si lasciano leggere e coinvolgono per la sua veridicità. Una trama molto bella, con una terminologia di ampia classe culturale, una trasposizione di alto valore sia poetico che storico, mi complimento con l'autore.

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Antonio Terracciano30 ottobre 2014

Credo di capire ciò che il poeta ha voluto trasmettere con la sua poesia. Le case, i luoghi dove nasciamo, o comunque trascorriamo la parte forse più importante della nostra vita (l'infanzia, l'adolescenza, la giovinezza) lasciano in noi un'impronta indelebile. Forse perché sono nato anch'io, nel dopoguerra, in una di quelle solide case "mussoliniane" per gli operai dell'allora lì nascente industria automobilistica ed aeronautica, in un comune fino ad allora prevalentemente agricolo in provincia di Napoli, ho sempre pensato che qualcosa mi legava sottilmente all'Agro pontino, riempitosi a quei tempi di genti di tutta Italia speranzose in un futuro più radioso, che forse si sarebbe potuto realizzare se l'Italia non fosse entrata in guerra.