Ho visto

Senza aver gli occhi,
templi dorici in rovina,
mendicanti scalzi senza mani chiedere
l'elemosina davanti la porta Scea.
Eppure sentivo voci parlarmi,
mani amorose accarezzarmi,
tu parlarmi d'amore.
Mi avevi preparato il miele ambrato
per addolcire le mie labbra,
il pane di segale perche' io potessi vivere
dopo il ricordo della morte.
Mi massaggiavi i piedi!
Con parole accorate intenerivi il mio cuore!
Ricordo l'aria frizzante del mattino proveniente
dal mare,
scalfirmi il volto di cristalli di sale,
il tempo misurare il mio amore
con inverosimili clessidre di terra e ocra
Ho visto i miei occhi nei tuoi occhi,
accendere la scintilla mai sopita,
nella metafora i lanterne etrusche che illuminavano
una notte senza stelle.
Mi offrìvi il seno di luce,
per quietare i miei affanni e gli inganni,
nel rimpianto di scope di saggina
e oggetti inanimati morenti nella penombra.
Ho sentito il tuo amore e l'altro amore
che riversavi in me come cura benevola
che rimarginava le mie ferite.
Ho visto bambini giocare nei cortili del perdono,
le loro voci aleggiare ad infrangere silenzi infiniti,
io adulto assorbire la tua eternità
per vivere con te l'attimo fuggente.
©
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L'autore
Eolo
Commenti (2)
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Antonella Garzonio31 ottobre 2014
Immagini del tuo cammino attraverso il tempo alla ricerca dell'amore. "Ti ho visto volto fra i volti, ti ho guardato con gli occhi dell'amore che di riflesso ho trovato nei tuoi" E questo trovarsi cancella le ferite, mitiga le sofferenze, ci proietta in un futuro aperto alla speranza.
piera tola31 ottobre 2014
Chiedere l'elemosina davanti ad una porta serrata in difesa... molto bella questa lettura di versi, si dona e ci cerca in quell'attimo un amore che è e non è...perdona il mio interpretare ma è come se lei una prostituta, accetta di essere amata in quell'attimo dall'uomo che ricerca in lei l'amore che non sia il suo ma di un'altra. Comunque sia la trovo molto sofisticata e delicata nell'esplicito immaginario.


