Nell'autunno della vita

Nell’autunno
della vita, l’uomo sempre
si raccontava; era l’eredità che
lui lasciava, la saggezza del suo
vivere, dava sapore al frutto del
suo seme, quando c’era chi
l’ascoltava!
Mi diceva; per
andare avanti, non sono
loro i lungimiranti; non stare
con i briganti, quella realtà non
fa sperare, non ti puoi fidare;
non è bello; volerai in cielo
come uccello.
Nel rispetto del
prossimo era sempre il suo
dire, non cambiava nulla del suo
pensare; parole o gesti osceni si
turbava, non ne voleva ne sentire
e ne vedere; è la fonde dove si
attingeva l’amore.
Nel piantare
degli alberi di ulivo ancora
piccoli, in quel terreno da lui
donato, sarcastico il suo sorriso,
me li avevano regalato; quando
quegli alberi fioriranno, sarò
in cielo danzando.
Lo ascoltavo,
ma per lui fu sera, non ha
vissuto più quella primavera; ho
fatto di tutto per essere il meglio,
forse non sono un grande fiume,
sarò sempre per lui un piccolo
ruscello.
Nel ricordo c’è
l’angoscia per quella morte,
non sono solo frase fatte; io vivo
in questo tempo, per essere un suo
modello; il riferimento è la sua
costante, per non essere un
lestofante.
©
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