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Riflessioni 2 novembre 2014 · lettura 2 min · 2042 letture

2 Novembre

Paride Giangiacomi 276 poesie pubblicate
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Era l’ora che volge al desio; me ne stavo seduto su un muricciolo per la strada che porta alla chiesa. Dolce era la sera, ma il giorno triste ricordavo e il cielo attonito guardavo. Come lampi a ciel sereno luci magnifiche squarciavano le tenebre; la notte sussultava a simil soni. Prime gocce di un’acqua benedetta, irroravano il viso mio grondo di sudore e paura; oh, qual era il mio destino se non quello di non riveder il dolce focolare, le tenere sue braccia? “ Dio, Dio –gridavo in preda a fanciullo terrore – fa che riveda la terra mia e che possa riposar il sonno del giusto!” Alfin tutto si chetava, simile ad un sogno tutto spariva; il buio regnava di nuovo, non v’era più luce. “Mio Dio – pregavo – spegni la luce dagli occhi miei Perché non possa vedere le colpe mie!” Il giorno tarda ancora a venire, non odo ancora il canto gioioso del gallo; non ci sarà giorno per me? I miei occhi sono ora spenti, sento lontano il lamento della Morte, sorda alle mie invocazioni di pietà. Fermala, o Dio, non permetterle di rubarmi la Vita, che è ciò di cui ho più bisogno! I suoi rantoli, la sua aria fetida, si impadroniscono di me e mi trascinano in un vortice di silenzio! Or non è più; la strada che porta alla chiesa aspetta, aspetta e con essa il muricciolo. E l’Uomo spera di poter rivedere il giorno, sentire il gallo, di resurgere dalle ceneri della patria distrutta.
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Poesia datata 02/11/1977; una personale rivisitazione del giorno dedicato alla commemorazione dei defunti.

L'autore
Paride Giangiacomi
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Commenti (1)

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Alberto De Matteis2 novembre 2014

Profonda, intensa ed emozionante commemorazione per il giorno dedicato ai defunti. La morte vista con l'occhio della fede è senz'altro meno dura; ed è quello che il bravo Autore trasmette in questa lirica.