Sono un giocattolo rotto

Nulla di notevole posso dire di me. Sono una ragioniera mancata, altri sarebbero stati gli studi che avrei voluto seguire. A diciannove anni il primo impiego in una Ditta privata. A 21 l'avventura di vincere un concorso pubblico, che mi vide per dieci anni, soffocare tra fascicoli e montagne di arretrati... Scrivevo g
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A parte la poesia, bella, semplice e chiara, ho molto apprezzato la nota, in cui l'autrice si scusa perché, per colpa della tastiera, non ha potuto mettere l'accento giusto su una parola. Penso che queste spiegazioni andrebbero sempre date, perché la poesia, in fin dei conti, è un fatto linguistico (la lingua è come la carrozzeria di un'automobile, che appare alla vista del passante, mentre il motore - il sentimento - rimane confinato all'interno: bisogna aprire il cofano per vederlo...) . Il contenuto della poesia è giustamente variamente interpretabile, ma la forma dovrebbe essere impeccabile.
