Disumani morti miei
siiiiiiiii, narcisista son!!!!!!!!! sguazzo nella cupidigia del mio essere, m'accarttoccio intorno al mio super-io, convinto e stantio........navigo su velieri di me , su autostrade a mie corsie , su ospedali farciti di letti miei. narciso diserbante,offusco ragioni negando le mie. IO , narcicasinista, ondeggio su maro
Commenti (3)
è stata scritta con molta cura, è un piacere ovviamente sempre leggerti. trovo che il titolo di più e ancor maggiormente ne esalti la qualità. s+ f
Non so se capisco bene, di una prima parte che narra di un mondo di rapporti con chi è stato nostro, come lo vorresti e lo sentiresti tuo: magari imperfetto e sconveniente, così come tante volte è la vita. Invece, nella seconda parte, cala come mannaia il freddo (oltre che della morte) delle convenzioni che privano di ogni calore il nostro rapportarci con i morti, risucchiati in un'aura di perfezione che li astrae totalmente sia da noi, che da quella che è stata la loro vita, e la nostra. In ogni caso mi è piaciuta, e mi ritrovo nello straniamento sconcertato che descrivi...
una realtà descritta in versi di poesia che non tutti riescono a vedere ... immagini di un rito sempre uguale, ripetuto, come - scarpe nuove righe dei pantaloni sempre ben fatte... abiti pronti solo per essere indossati nel giorno della morte... quasi fosse una festa quasi si volesse cercare di attenuare il dolore di quel momento... profondamente toccata dal bravo autore il mio plauso sincero...


