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Introspezione 3 novembre 2014 · lettura 1 min · 2187 letture

Disumani morti miei

omissam 412 poesie pubblicate
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Olezzano di genziana e noncuranza... amati morti miei così variopinti rissosi dalle ascelle onnipresenti dal trapasso imperfetto dalle risa senza denti -ogni morto ti lascia un po' di vita- assisi in sepolcri plastificati dirigono i miei pensieri verso il ricordo mummificato io li guardo ammiro il potere sacrilego delle loro falangi asciutte il sapore dei discorsi muti quel colorito mappamondoso delle carni loro esangui... odiati morti miei di grigio rivestiti scarpe mai usate pantaloni dalla riga perfetta spose ancor più vergini capelli che ricrescono... congiuntivi da inventare bare dalle enormi viti dorate fiori che è un peccato da buttare muratore che sigilla ciò che non c'è parenti che fumano infreddoliti bimbi annoiati dal calpestio sciatto e io che guardo studio imploro pietà che i vivi non hanno e che riguardo attonito disteso sul confine labile del vuotottuso guardo una lapide sbiadita immaginando il volto pietrificato di chi si cela in essa...
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L'autore
omissam

siiiiiiiii, narcisista son!!!!!!!!! sguazzo nella cupidigia del mio essere, m'accarttoccio intorno al mio super-io, convinto e stantio........navigo su velieri di me , su autostrade a mie corsie , su ospedali farciti di letti miei. narciso diserbante,offusco ragioni negando le mie. IO , narcicasinista, ondeggio su maro

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Commenti (3)

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Matilde Marcuzzo3 novembre 2014

è stata scritta con molta cura, è un piacere ovviamente sempre leggerti. trovo che il titolo di più e ancor maggiormente ne esalti la qualità. s+ f

I
Irene F4 novembre 2014

Non so se capisco bene, di una prima parte che narra di un mondo di rapporti con chi è stato nostro, come lo vorresti e lo sentiresti tuo: magari imperfetto e sconveniente, così come tante volte è la vita. Invece, nella seconda parte, cala come mannaia il freddo (oltre che della morte) delle convenzioni che privano di ogni calore il nostro rapportarci con i morti, risucchiati in un'aura di perfezione che li astrae totalmente sia da noi, che da quella che è stata la loro vita, e la nostra. In ogni caso mi è piaciuta, e mi ritrovo nello straniamento sconcertato che descrivi...

carla composto5 novembre 2014

una realtà descritta in versi di poesia che non tutti riescono a vedere ... immagini di un rito sempre uguale, ripetuto, come - scarpe nuove righe dei pantaloni sempre ben fatte... abiti pronti solo per essere indossati nel giorno della morte... quasi fosse una festa quasi si volesse cercare di attenuare il dolore di quel momento... profondamente toccata dal bravo autore il mio plauso sincero...