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Introspezione 4 novembre 2014 · lettura 1 min · 2341 letture

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Nadia Mazzocco 354 poesie pubblicate
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Eccomi quì a svestirmi delle mie foglie e senza vergogna mostrare le mie cicatrici E tu Dio che ascolti i miei lamenti di solitudine sai quanto è doloroso accorgersi che l'anima fragile come perla di vetro non brilla più nei miei occhi riflessi allo specchio In notti come questa in cui la malinconia si impossessa della mia anima paralizzandola e la mia armatura non è più così scintillante mi chiedo fino a quando potrò resistere a questo deserto ne sono così sazia... così nauseata Mi sento come un funambolo in equilibrio sul filo dei giorni che mi attendono Dentro al cuore il sole è un'ombra e tutt'intorno a me c'è caos Eppure vivo regina solitaria di un regno da me stessa creato e navigo... navigo solitaria E non ho mai la sensazione di averti cercato abbastanza
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Ed eccomi quì ancora una volta a camminare in questa terra di poeti, unico rifugio dell'anima mia irrequieta. Meditando su questa mia confusione esistenziale, a volte tocco la serenità proprio componendo versi... liberando la mia sofferenza. E a chi altro se non voi poeti & poetesse, potrei mostrare tutte le mie fragilità... Grazie per leggermi

L'autore
Nadia Mazzocco

La diffusione della poesia per me è importante ,anche se sono solo una piccola goccia in un mare di Poeti che contribuiscono a dare vitalità nuova alla Poesia.

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Commenti (5)

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Enrico Baiocchi4 novembre 2014

Un intimo abbandono, fisico e spirituale, spogliata di armature e maschere, che purtroppo non servono ad ingannare noi stessi, nella nostra fragilità, nella incertezza di aver intrapreso la giusta via, trovandola così irta, piena di spine, ostacoli e vetri rotti, e ci si pone nell'attesa che finalmente una cometa ci guidi nella ricerca di quella verità assoluta, in cui nonostante tutto crediamo e che desideriamo pur avendo per compagna solo la nostra solitudine.

Sara Acireale4 novembre 2014

La poetessa mette a nudo la sua anima, le sue fragilità, le sue debolezze per intraprendere un viaggio che (tra rovi e spine) la porterà a raggiungere una meta. È un viaggio difficile, intrapreso in completa solitudine ma alla fine sarà ricompensata perché dall'ombra emergerà il sole e, dopo il caos, si ristabilirà l'ordine

Berta Biagini4 novembre 2014

Le prove della vita non finiscono mai come invece la pazienza, ma bisogna perseverare - andare avanti se un domani desideriamo raccogliere i frutti. Momenti di sconforto sono normali, l’importante è uscirne ed al più presto.

carla composto4 novembre 2014

una sentita condivisione di sentimenti emozioni... senza veli... bellissima lirica che ho molto apprezzato il il plauso a questa valente autrice...

Antonio Biancolillo6 novembre 2014

Lì si va con i pensieri ...quando si mette a nudo l'anima... ai confini di un Indefinito segmento, laddove il tutto oscura la passione, laddove tramonta ogni dolore. Lì si orienta il respiro... verso quel punto che è mistero... senso del vivere... Un NOME invocato nella notte, nel fosco e profondo intuire del non poter sopravvivere al domani... senza il proprio sogno. Tutto è avvolto magicamente da un sentire e respirare sofferto... ma allo stesso tempo è gioiosa speranza... che è proiezione verso il futuro pieno di luce... Molto apprezzata...