Quando muore

Quando muore un Poeta,
sospeso rimane il tempo dell'abbandono
e della solitudine,
senza luce, con voce atona e amara
che soccombe al nulla,
con mani inutili incapaci di misurare
dimensioni d'amore.
Forse un rimpianto antico lacera il petto
e ricami di parole vengono disfatti
come letti senza amore,
dopo l'amplesso vissuto.
Quando muore un Clown,
il pianto sovrasta il sorriso
e le veline colorate di sguardi che hanno
inventato l'universo e incantato
i volti sorpresi da moine e canzoni.
Quando muore una Poetessa,
diafane dissolvenze avvolgono l'anima,
in un respiro represso,
di volti incantevoli senza memoria,
quando muore una donna,
tra perle di sudore e bellezza sfiorita,
vorrei... vorrei non esistere.
©
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L'autore
Eolo
Commenti (2)
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Annamaria Gennaioli5 novembre 2014
L'essenza delle parole scritte dentro pensieri che fanno rabbrividire... Il sospiro che esce è il morire dentro che fa più male... Chi muore chi vive, a volte non si sa quando si è morti davvero, bella, colpisce il profondo
Antonella Garzonio5 novembre 2014
Sentirsi morti dentro è forse peggio che morire. Con il cuore ossessionato dalle paure, soffrire nel silenzio e in solitudine. Morire dentro... una perdita, un abbandono, delusioni, forse semplicemente rinunciare ai propri sogni... a vivere. E l'esistenza sembra vuota, il nulla più assoluto. Un invisibile scomparire.


