5 novembre
alias Marina Pacifici
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Ti ho donato un fiore anche quest'anno
mentre l'autunno veglia dolcemente il tuo riposo
che ora non conosce più l'umano affanno.
Ti ho offerto un bocciolo per una ricorrenza
col cuore sospeso e l'anima in fiamme
seguendo le orme brucianti della tua assenza.
Ti ho portato un glicine
a rammentare l'estate radiosa che ci univa
e che ancora rischiara
la notte senza aurora della mia solitudine.
Ti ho lasciato una rosa
in un pianto di rugiada
oltre la vita amara
che con una lacrima sulla tua lapide si posa.
Ogni petalo è un ricordo di scarlatto bagliore,
padre caro,
che al sole del tuo sorriso mi albeggia nel cuore
nel crepuscolo lontano di un tempo mai risorto.
Forse soltanto l'illusione
di una poesia, poca cosa,
nel vento che accarezza
tra il silenzio l'ulivo
mi narrerà di un amore per sempre vivo.
Lo lascio andare
nella malinconia della sera
in un palpito d'amore
a fior di labbra una preghiera
mentre un altro autunno,
padre caro,
accende la mia nostalgia
d' ardente fulgore.
©
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