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Sociale 7 novembre 2014 · lettura 1 min · 3671 letture

Un dramma nella notte

Sara Acireale 690 poesie pubblicate
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La voce che si sente è mista al pianto ed è rivolta al cielo in un lamento. È il cuore straziato di una donna che guarda il figlio e vede in lui l’abisso. Urla il figlio e cerca di trattenere i suoi giovani anni da un velo opaco che allontana l’anima dalla sua vita. In una notte cupa il dramma si consuma, la madre è muta, il ragazzo trema di paura. Quando l’ultimo respiro si allontanerà dal suo corpo, i suoi occhi diverranno bui. Venditori senza dignità, regalano la morte a chi chiede soltanto amore e libertà. Nell’angolo una siringa fa da sfondo...
#Madre#Paura#Potere#Notte#Vita
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Un dramma si consuma in una triste e cupa notte. E' il dramma della disperazione. Vorrei gridare ai giovani di non farsi adescare dalle sirene che promettono "il paradiso" e poi regalano l'inferno della disperazione e della morte. Vorrei dire: "State ATTENTI, non diventate vittime di biechi spacciatori". Vorrei dire questo e altro ancora, vorrei che questi giovano si drogassero di sport, musica, ballo, letteratura, scrittura.7 febbraio 2015
L'autore
Sara Acireale

Scrivere è per me VIVERE, non posso farne a meno. La scrittura per me non è terapia e nemmeno una forma di evasione. È qualcosa di più, scrivendo cerco di fare la conoscenza con me stessa. Penso che la poesia sia come un fiore. Il fiore ha bisogno d’ acqua e la poesia di stimoli, di lettura, di confronti... Non si fini

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Commenti (18)

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Jibi7 novembre 2014

Tragedie, come questa descritta, purtroppo, sono sempre più frequenti in una società dove la famiglia sembra non esistere più; dove la comunicazione è basata, per lo più, sulla virtualità, dove tutto è marcio, manipolato e confuso. In questa società, che per diverse ragioni, coltiva l’apparire e non l’essere, il dubbio e il cinismo, la paura e l’impotenza, l’immaturità e l’infantilismo, molti giovani, (oggi più di eri), tendono ad aggrapparsi a modalità di gratificazione primarie come droghe e alcool per riempire il loro vuoto interiore ed affettivo. D’altronde come potrebbe essere diversamente se l’esempio che si da Loro è questo?

carla composto7 novembre 2014

tema frte e scottante un dramma che lentamente distrugge l'anima ed il corpo... madri che assistono impotenti... versi meravigliosi lirica intensa che merita un sincero plauso

G
Giancarlo Fiaschi7 novembre 2014

Questo dramma che squarcia la nostra società, (detta di progresso), è la dimostrazione lampante del nostro fallimento. Ci leghiamo mani e piedi ai nostri idoli consumisti e non siamo più capaci di trasmettere veri sentimenti. La poesia ci fa capire il dramma di una madre... ma è prima che manchiamo di sale.

Donato Leo7 novembre 2014

Tante famiglie vivono questo dramma. Sono tragedie della società moderna. Qual è il motivo che i giovani vanno a rinfoltire l'elenco dei tossicodipendenti? Mancanza di lavoro, di amore famigliare, di comunicazione. La poetessa ha esposto in versi un annoso problema, molto radicato e credo difficile da estirparlo.

Massimiliano Moresco7 novembre 2014

È il cuore straziato di una donna che guarda il figlio e vede in lui l'abisso... non c'è mai un toccare il fondo a darci conforto, a dare conforto in certe situazioni che capitano nella vita. C'è sola la capacità di uscire dalla melma con le proprie forze sospese nella 'scimmia' che danza sulle nostre spalle. Mimpiace questa forza di Sara di mettersi dalla parte dei deboli o degli indifesi senza fare la morale. Un atteggiamento che coglie in pienomlo spirito cristiano.

piera tola7 novembre 2014

Vorrei non pensarci mai a queste tragedie, mi fa molta paura come madre non solo per i miei figli ma per tutti i giovani. Questo tema che scotta " droga " e scuote sembra non arrestare mai la sete di interessi e la strage di morti, credo sia una delle più grandi piaghe della società.

Rosita Bottigliero7 novembre 2014

Purtroppo esistono drammi che nascondono grandi problemi... Ben stilata la poesia evidenzia una realtà vera...

Lidia Filippi7 novembre 2014

Bellissima e triste! Assisitiamo impotenti a un dramma che si consuma quotidianamente sotto i nostri occhi... Ci chiediamo "perchè?" E il cuore di una madre, straziato, non potrà trovare pace. Versi molto intensi, ben scritti che colpiscono dritto al cuore

Francesco Rossi7 novembre 2014

Ne parlavamo proprio in questi giorni con una mamma che ha vissuto questo dramma del figlio che è venuto a mancare.

Alberto De Matteis7 novembre 2014

Con versi veramente struggenti ed intensi, in questa lirica dal grande impatto sociale, c'è tutto il dramma di una madre per la triste sorte del figlio, che vede rovinata la sua giovane età, per colpa di amicizie sbagliate, che lo hanno portato nell'abisso. E la madre, come tante altre, si sente impotente di fronte a tale dramma. Per questo, c'è tanto bisogno di aiuto da parte di tutti.

Carla Colombo7 novembre 2014

Senza entrare nel merito di un argomento delicato e doloroso che necessiterebbe di più tempo per fare le proprie considerazioni indotte dalla lettura, qui si legge una bella poesia dai versi puliti di una autrice dal cuore candido che soffre per le sofferenze altrui, come dice Massimiliano, Sara non fa la morale ma esprime la sua empatia che sgorga spontanea solo da cuori nobili

Michelangelo La Rocca9 novembre 2014

Non sempre si riesce a parlare di un gravissimo dramma sociale facendo poesia, è un privilegio, un'arte che solo poeti autentici e veri possiedono. Il dramma della tossicodipendenza spesso è agli onori della cronaca come in questi giorni con il caso Cucchi dove ad un dramma già grande se ne aggiunge un altro grandissimo: la cinica assenza e l'incredibile omertà dello Stato, del nostro Stato! Poesia bellissima scritta con gli occhi di una mamma che perde per la seconda ed ultima volta un figlio rubatogli dagli spregiudicati mercanti della morte! Poesia molto apprezzata!!!

Cinzia Gargiulo9 novembre 2014

Il dramma della droga raccontato con immagini incisive che rendono viva la scena dinanzi agli occhi del lettore. Una tragedia dinanzi alla quale nessuna madre vorrebbe mai trovarsi eppur fin troppo frequente... Opera molto apprezzata.

Giovanni Chianese11 novembre 2014

Scottante tema quello della droga, una piaga sociale che mette in causa non solo la società ma soprattutto i genitori che soffrono in silenzio questo dramma, un macigno caduto dal cielo a fendere le spalle a tradimento. Una ferita incolmabile, nel tentativo di rimarginarla, è già troppo tardi per guarirla in silenzio tra le mura di una casa. È atroce il dolore di una mamma e dei parenti a vedere, senza dignità dei fautori, un'entità finire nel momento di un'incoscienza giovanile. Poesia che ci lascia nel dolore è speranza lontana, un monito a vigilare costantemente sui figli, per stroncare sul nascere il dramma della disperazione. Complimenti e plausi all'autrice.

Giacomo Scimonelli14 novembre 2014

versi che condivido per il messaggio... versi che mi hanno commosso e immedesimandomi nei genitori ho provato un senso di smarrimento e di paura... genitori che per sempre si sentiranno in colpa e non riusciranno mai a trovar pace... deve essere terribile... versi veri e sentiti particolarmente

Grazia La Gatta6 ottobre 2015

Grande dramma quello della tossicodipendenza qui espresso egregiamente in versi dalla brava autrice. Lirica intensa e profonda; apprezzata.

Luciano Capaldo6 ottobre 2015

Un messaggio forte, sociale, famigliare verseggiato dall'autrice con una grande maestria di versi che raffigurano una drammatica situazione sempre più in crescita. Un segno dei tempi forse anche a significare l'incomunicabilità in un momento in cui la comunicazione è tanto all'avanguardia; virtuale. Un capolavoro oserei dire.

Grazia Denaro6 ottobre 2015

Tragedie di morti per droga, sono sempre più frequenti. Tanti giovani muoiono ogni anno, basta leggere le statistiche, ma quando un figlio muore sotto gli occhi della madre, è una tragedia nella tragedia. Si arriva al punto di coinvolgere i propri affetti, che per non vederli soffrire, diventano complici con immane dolore. Una piaga sociale che si allarga sempre più. Riempiendo i cimiteri di giovani che la vita non l'hanno mai vissuta. Il mio plauso a questa lirica.