Spero sia, solo delirio (mio)
Non so se esiste o solo io lo penso e pochi altri
un mondo parallelo che sovrasta il nostro agire.
Male e bene si scontrano in eterno e l’onda che
prevale, rilancia ogni giorno il seme sulla terra.
Pazzia discende su di noi, come zucchero velato
a mescere giustizia con stati d’animo imbiancati
quando si decreta Vero solo ciò che più conviene
e lacrime urlate piangono l’etere rubato al Giusto.
Pietà o Dio da troppi ceri affumicato.
A tua immagine hai formato chi ti vede nel creato
e libertà in eterno hai confermato, mentre
Tuo Figlio coronato
su due pali messi a croce ha perdonato.
Sacrificio imposto da mistero di follia
non voluto, così come quel gesto
infame, del patriarca amato Abramo.
A quando?
Dio giusto dai tanti nomi, stanco di sospiri alla deriva
di nuovo volgerai il Tuo sguardo altrove, come allora?
Un resto di coscienza arderà ancora su altari riciclati
nell’odio scambiato per onore in deliri di ogni tempo?
“Nel dopo di una crisi
sorpreso, sento della mano il suo -toccarmi:
Non si sa mai, avverto.
Ma
se voglio vivere
tendo una mano attorno e l’altra, tiene pronta una matita.”
©
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L'autore
giampietro corvi c
"Biografia di uno scrivente” Gli hanno detto che è nato al Gozzadini di Bologna il 4 luglio di qualche lustro fa, di sette mesi, per giunta scarsi. La prima scuola frequentata è stata l’Università del Morazzo (così chiamata con nostalgico bene, ancora dai superstiti): un ex magazzino agricolo nell’estrema periferia
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