Bile
Giorgia Spurio
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Bile rossa.
Giallo di un cinguettio
che stritola diastole nel cuore
sistole, bile del colore
trasparente, come la tosse...
Ancora lei, - tosse –
nodo di capelli alla gola, ancora.
- Che ne sai dei miei cuori... son mille,
sono muscoli e niente più,
mi danno del respiro e la spinta,
vivere, mentre il grembo geme.-
Viscere rosse.
Azzurro come il filo
dove si appollaiano gli istanti delle pause,
sospesi, momenti, apnee,
infarti...
- Che ne sai dei miei mille rammarichi,
sono cellule scoppiate,
non mi danno che tormenti, la spinta
per non pensare,
mentre la mente ruota, su se stessa,
rompicapi nelle gabbie,
criceti senza scampo. –
La verità.
Questa non è una poesia.
Come pulsano sanguigni i capillari
lungo la cornea, l’occhio,
bianca e lattea lungo il cristallino,
silenzio di visioni
è una maschera
da dove non si urlano le parole.
Panico di rumori,
cecità di baci,
dove ortica invade i prati,
e si addormenta, sul tavolo, la tormenta
e di lei lo sguardo, dove finisce l’infinito,
alla parete, il ritratto dei padri.
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Giorgia Spurio
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