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Donne 15 novembre 2014 · lettura 2 min · 2564 letture

Salomè in vetrina

alias Marina Pacifici 656 poesie pubblicate
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Lo sguardo di una ragazzina che gioca a far la donna. Un corpo anonimo stuprato nel meretricio delle logiche di profitto dal libero mercato. Un' anatroccola di passo già nel mirino che non diventerà mai cigno. Le sembianze ancora di un'adolescente venduta senza veli, la tristezza sperduta di occhi azzurri che nella giovinezza dovrebbero volare sulle ali del sogno liberi nei cieli, si perdono nel frastuono di specchi e luci al neon nel rimbombo di un ritmo assordante. Salomè seminuda che balla in vetrina, esibendo un corpo anorressico alle porte dell'inverno, povera merce abusata alla frontiera del nulla. Pochi euro e la dignità di una donna alla berlina: violata, schiava, senza domani, dolente immagine mentre muove nello squallore della scena convulsa misere mani. Il triste spettacolo continua in un'orgia di minuti e minuti... Per la strada buia osservando la vetrina ci si sofferma attonite ed indignate... Si resta umiliate in uno sconcerto senza parole. Il ritmo infernale prosegue il corpo seminudo in movenze sempre più lascive e provocanti... Non un ritmo da discoteca, ma questa sera nell'aria risuona un requiem... Quello per l'emancipazione della donna e un'assiderata primavera di libertà, consapevolezza e diritti caduta ormai nell'oblìo.
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Ieri sera nella cittadina in cui vivo, nella vetrina di un negozio che vende calze una ragazza si esibiva seminuda, indossando soltanto reggiseno, esigui slip e baby doll trasparente, ballando lascivamente allo sguardo dei passanti... Ultima frontiera dell'aberrazione di una società del consumo che mercifica la dignità di un essere umano e lo umilia come corpo in vendita per pochi euro... Rifletto amareggiata su decenni di battaglie sindacali, sociali, culturali per affermare i diritti delle donne: finisce tutto in vendita in una vetrina... Mala tempora currunt!

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alias Marina Pacifici
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