Quel mazzolin di rose e viole
Rosetta Sacchi
1894 poesie pubblicate
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Quel mazzolin di rose e viole
fu fragranza sul petto
illuminato tiepido da un raggio
E i passi silenziosi sopra l’erba
calpestarono al mattino
polvere di brina ma sul calar del sole
la scìa dei sogni nel cielo
diradò le nubi
I capelli bruni vezzeggiati
dal tenero bocciolo sospirarono
alle carezze d’una mano languida
Sussultò il ruscello scivolando
tra levigati ciottoli
chino il capo fu corolla di baci
Quel mazzolin di rose e viole
cadde nel grembo della timida
donzella sfiorò la mano
intimità di cosce, lenta
una goccia densa come miele
inorgoglì le labbra
Aveva fantasie Giacomo la sera
alla finestra ascoltando il canto
d’un passero solitario a la campagna
Aveva fantasie Giacomo o rimembrava
nella sua stanza le passate cose,
graziosa luna, tu forse lo rammenti?
©
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L'autore
Rosetta Sacchi
"Gabbiani" - Vincenzo Cardarelli - Non so dove i gabbiani abbiano il nido, ove trovino pace. Io son come loro, in perpetuo volo. La vita la sfioro com’essi l’acqua ad acciuffare il cibo. E come forse anch’essi amo la quiete, la gran quiete marina, ma il mio destino è vivere balenando in burrasca. ^^^^^^^^^°
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