Coabitazioni

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Un criptico astrattismo riveste la tagliente opera di cui sopra. Quasi a definire un limite ad incandescenza oltre il quale, l'apoteosi dell'IO, genera negli esseri umani il delirio di onnipotenza. Così, come l'ignoranza perpetra i meandri dell'umana gente, il groviglio vicendevole del testo si scioglie in unica semplice considerazione: Se la morte è morte "dovunque sgorghi", allora in fondo, per usare un banalismo, le differenze umane si annullano innanzi alla cruente imparzialità della morte.
Diventa difficile trovare parole giuste, la paura di sbagliare è tanta – si tocca con mano la sofferenza che esprimono - anche se i muri, alleati speciali, fanno di tutto per nasconderla.
Il sentimento che nasce dalla lettura di questa lirica è dolore. Nel cuore e nella mente. Dolore forte e struggente per come siamo e per come agiamo. Poesia che oltre ad essere bella dal punto di vista letterario è valoriarmente grande.
A volte mi chiedo se conosciamo veramente il bene e il male…o se è una interpretazione dell’umano essere…di quell'IO sempre contornato dalla propria ignoranza... perché “C'è una certa disperazione sai in quelle morti dentro ai muri nelle finestre chiuse, incapsulate sintetizzando carie” ... E chi vuole correggere le ingiustizie e modificare il corso delle cose…non deve più credere alle parole che sanno addolcire e lavare ogni cosa…il sangue è sangue…dovunque se ne avverta il suo colore…e vale sempre quell ’insegnamento “esiste un solo bene, la conoscenza, ed un solo male, l’ignoranza."... Passaggi poetici di grande sensibilità lessicale... Un apprezzare in toto ogni passaggio...




