Erano Solitudini
elena leica
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Hanno fatto di me
una radice profonda
quando pensavano che le mie gambe
fossero finite in fondo ai pozzi di quei vuoti
dove ora s' innalzano le rose fino in cima al sole
Mi hanno sequestrata con mani d'asfalto
livido su livido
preda per i loro sfizi di bulimico atto
inghiottendomi e rigurgitandomi senza tregua
Di me hanno fatto un tenebro canto
con graffianti note su arpa del vento
messaggero di rondini che non tornano
quando pensavano che lentamente morivo
nel stringermi al petto autunni
sterpi di piogge
privi di mie lacrime
Mi hanno chiusa e rinchiusa
nelle più fredde stanze del tempo
riconosco la mia cella dall'odore di cenere
polvere d'amaro inverno
ha nel grembo ammuffito
l'irriconoscibile il mio volto d'allora
Di me... hanno fatto di più
molto di più
erano viventi ombre
Mi hanno stuprato il ricordo di chi ero
erano seme di buio
...dentro...
Erano Solitudini.
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L'autore
elena leica
Mi chiamo Elena Leica, sono nata in Romania il 30 novembre del 1971 e vivo in Italia da oltre dieci anni. La passione per la scrittura e per la poesia in particolare mi accompagnano da bambina, quando nel giardino di mia nonna mi rifugiavo fra le pagine del mio quadernino, viaggiando con la fantasia. Ho da poco ricomin
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