Re
Guardi, appoggiando al ramo nodoso noccute mani,
nudi rami, spoglio di verdi pensieri;
non oltrepassi la vecchia quercia
da sempre ristoro per momenti fieri.
Alzi al cielo il capo ché il raggio ti carezzi il viso
l'azzurro terso ti penetri come onda
nel cheto oceano versi il sorriso
affogando, del caotico vivere tutta la baraonda.
Osservi il cangiar dei colori proprio delle stagioni,
ingialliscono ora foglie rinsecchite,
Cadono, lasciando scheletriti gli alberi, morte
volteggiano ora libere come piume, torneranno domani.
Il verde, dopo il gelido candore, vive sotterra,
germoglieranno fiori, piante rigogliose, colorati
rinnovellando la vita e la stagione del mare, azzurra,
il caldo vestirà la pelle e il tuo pensiero attaccherà in tutti i porti...
...Tutti quelli che nel lungo viaggio raggiungerai...
...spensierato re, ondivago, dei sette mari.
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Commenti (1)
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Grazia La Gatta21 novembre 2014
E' bello leggere le poesie di questo bravo autore ... " ... nel cheto oceano versi sorriso affogando, del caotico vivere tutta la baraonda" bellissimo! Molto piacevole alla lettura.
