Donne
21 novembre 2014
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Vittima dell'ossessione del marito
“Volevo un figlio maschio, ma finora
m’hai dato cinque femmine, è pazzesco!
Perché ogni volta il sogno va in malora?
...Dev’esserci un problema assai grottesco!
Mi sorge il dubbio che sei predisposta
a partorire femmine ad oltranza,
hai forse una genetica scomposta
che sforna solo figlie in abbondanza?
A questo punto sono desolato,
ma devo, dopo attenta riflessione,
col cuore, confessarti ch’ho portato
in clinica lo sperma, in previsione
di farlo congelare nell’attesa
che qualche donna voglia farne uso
per darmi finalmente la sorpresa
d’un figlio maschio, ciò non è un abuso,
perché io non conosco la signora,
mi presterà il suo grembo nove mesi,
se il figlio sarà maschio, solo allora,
la pagherò, i soldi son sospesi.
Non mi puoi accusar di tradimento,
la scelta è stata a lungo ponderata,
perch’era questo l’unico strumento
e il desiderio mi verrà appagato! ”
Così parlò il marito con dolcezza,
guardò la moglie inerme, infastidita,
per quell’accusa di colpevolezza
e restò muta, stàtica, ferita.
Da donna, sottostava ai suoi voleri,
si prodigava a compiacerlo a letto,
l’accontentava in tutti i suoi piaceri,
però questa mancanza di rispetto
non la poteva proprio digerire!
Lui se ne accorse e aggiunse con timore:
“Ti amo, non ti voglio mai tradire,
perché sei tu il mio più grande amore! ”
Lei lo guardò e replicò d’istinto:
“Tre mesi fa il ciclo si è fermato,
mi son trovata dentro a un labirinto,
perché l’aborto non mi ha mai sfiorato!
Son sempre stata umile e cristiana,
i figli non si giudican dal sesso,
si amano con fede sovrumana
e sono tutti frutti di un amplesso!
Son stata giorni e giorni a valutare
il peso familiar del sesto figlio
e non te n’ho voluto mai parlare,
neppure per sentire un tuo consiglio.
Mi son portata dietro questa pena
per la paura di vederti triste,
legata a quella solita catena
di delusioni e angosce pessimiste!
Mi son recata sola dal dottore,
il quale m’ha svelato, assai cortese,
che il feto è maschio, subito il mio cuore
cercava d’informarti a più riprese,
ma tu pensavi solo a quel tuo sogno
di diventare padre d’un maschietto
e non provavi proprio alcun bisogno
di starmi accanto e darmi un po’ di affetto! ”
... Il pover’uomo si sentì svenire
per quel segreto appena confessato.
La moglie lo baciò e prese a dire:
“Il seme questa volta ti ha premiato,
ma prima non è stata colpa mia! ”
Lui con la mente tremula, confusa,
l’accarezzò e in preda all’euforia,
la strinse a sé ... e, poi, ... le chiese scusa!
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