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Donne 21 novembre 2014 · lettura 3 min · 2908 letture

Vittima dell'ossessione del marito

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sergio garbellini 2777 poesie pubblicate
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“Volevo un figlio maschio, ma finora m’hai dato cinque femmine, è pazzesco! Perché ogni volta il sogno va in malora? ...Dev’esserci un problema assai grottesco! Mi sorge il dubbio che sei predisposta a partorire femmine ad oltranza, hai forse una genetica scomposta che sforna solo figlie in abbondanza? A questo punto sono desolato, ma devo, dopo attenta riflessione, col cuore, confessarti ch’ho portato in clinica lo sperma, in previsione di farlo congelare nell’attesa che qualche donna voglia farne uso per darmi finalmente la sorpresa d’un figlio maschio, ciò non è un abuso, perché io non conosco la signora, mi presterà il suo grembo nove mesi, se il figlio sarà maschio, solo allora, la pagherò, i soldi son sospesi. Non mi puoi accusar di tradimento, la scelta è stata a lungo ponderata, perch’era questo l’unico strumento e il desiderio mi verrà appagato! ” Così parlò il marito con dolcezza, guardò la moglie inerme, infastidita, per quell’accusa di colpevolezza e restò muta, stàtica, ferita. Da donna, sottostava ai suoi voleri, si prodigava a compiacerlo a letto, l’accontentava in tutti i suoi piaceri, però questa mancanza di rispetto non la poteva proprio digerire! Lui se ne accorse e aggiunse con timore: “Ti amo, non ti voglio mai tradire, perché sei tu il mio più grande amore! ” Lei lo guardò e replicò d’istinto: “Tre mesi fa il ciclo si è fermato, mi son trovata dentro a un labirinto, perché l’aborto non mi ha mai sfiorato! Son sempre stata umile e cristiana, i figli non si giudican dal sesso, si amano con fede sovrumana e sono tutti frutti di un amplesso! Son stata giorni e giorni a valutare il peso familiar del sesto figlio e non te n’ho voluto mai parlare, neppure per sentire un tuo consiglio. Mi son portata dietro questa pena per la paura di vederti triste, legata a quella solita catena di delusioni e angosce pessimiste! Mi son recata sola dal dottore, il quale m’ha svelato, assai cortese, che il feto è maschio, subito il mio cuore cercava d’informarti a più riprese, ma tu pensavi solo a quel tuo sogno di diventare padre d’un maschietto e non provavi proprio alcun bisogno di starmi accanto e darmi un po’ di affetto! ” ... Il pover’uomo si sentì svenire per quel segreto appena confessato. La moglie lo baciò e prese a dire: “Il seme questa volta ti ha premiato, ma prima non è stata colpa mia! ” Lui con la mente tremula, confusa, l’accarezzò e in preda all’euforia, la strinse a sé ... e, poi, ... le chiese scusa! .
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Il marito voleva un figlio maschio, ma la sua stava diventando un'ossessione per la moglie, la quale senza aver nessuna colpa, sopportava tutto in silenzio. PS... Sono ricoverato in una clinica di Avezzano, ho dovuto subire IL TERZO INTERVENTO CHIRURGICO CONSECUTIVO DI QUESTO maledetto 2014, spero quanto prima di essere ancora tra voi con le mie liriche quotidiane, purtroppo la situazione attuale non è delle migliori a causa di problemi ematici. Mi spiace per i miei fedeli lettori, ma cercherò (con l'aiuto di mia figlia che mi è sempre vicino), appena possibile di postare qualche altra lirica

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L'autore
sergio garbellini

Non sono un poeta classico, né sublime, scrivo liriche prosastiche riguardanti le vicende quotidiane, mi piace trattare argomenti inerenti alla vita in modo razionale ed in particolare parlare di donne. Ho scritto 6000 liriche, 60 libri, 7 poemi e moltissime canzoni. Scrivo dal 1947, dall’età di 12 anni, ma nel corso d

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Commenti (3)

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piera tola21 novembre 2014

Un argomento delicato, nell'ambito famigliare accade anche questo. Non è proprio una forma di violenza ma un volersi accanire sul predominante la razza del maschio che, per carità sono bellissimi ma assurdo come nel 2014 possa ancora accadere.

Annamaria Gennaioli21 novembre 2014

Bellissima questa lirica, un dolore gratuito alla donna, una colpa che non ha infatti, il sesso è sempre il maschio che lo determina, l'ignoranza ancora c'e' e le scuse sono troppo poco... per una pronta guarigione... un abbraccio! !

Azar Rudif22 novembre 2014

Strana voglia di un figlio maschio solo perché le convenzioni attribuiscono a noi maschietti la possibilità di portare avanti il nome del casato... ma che fesserie!!! I figli sono un minestrone genetico di entrambi i contendenti (scusatemi il termine... ma le ridicolaggini mi rendono spiritoso). Cmq, sempre versi significativi e importanti. PEr il resto, e spero presto fuori dall'ospedale.