L’abatjour
Nunzio Buono
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Quando si fa grigio il cielo ed è giorno
un velo di nebbia risale in silenzio le mura.
Gli occhi non sanno ascoltare il crepuscolo.
È già lontano il rumore, vicino, non ti tocco.
Un verso muto
sulla pagina d’un libro ha le tue labbra.
L’abatjour parlava a voce bassa
per non svegliare la notte.
Penso alle nuvole
che si addensavano grevi sui cortili dei giochi
finivano fitte lame sulle foglie.
Non c’era stagione.
Poi venne l’amore, sotto la pioggia
un bicchiere per due, Le caramelle nel vassoio a fiori.
I pomeriggi a rue de la Brocante.
Camminare a piedi scalzi nascondendosi nel buio.
Ha cancellato il vero Il tempo.
Sul calendario il treno non ha più stazioni.
La veste dell’aurora conta i toni degli azzurri.
Ora la nebbia è nella stanza
il libro sotto il punto della luce ha già parlato
Io mi guardo in volto; poi ti bacio
senza dire una parola
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L'autore
Nunzio Buono
Breve biobibliografia di Nunzio Buono Poeta, scrittore, recensionista, si possono trovare le sue liriche in diverse antologie di autori vari, scrive in siti di letteratura di notevole pregio, ricevendo consensi critici da giornalisti di grande rilievo. Diverse le note di merito e d’onore ricevute, vincitore di concors
Commenti (1)
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Giorgia Spurio22 novembre 2014
L'abatjour nominata una volta sola, diventa inconsapevolmente complice di un segreto e dolce amore. La cornice è un cielo che segue i colori delle anime, dal grigio al crepuscolo, all'azzurro cercato. Le personificazioni arricchiscono e amplificano le emozioni come gli occhi che ascoltano. La nebbia sembra aprire a un mondo onirico grazie al quale si ha il "coraggio" di un bacio. bella come sempre

