Che io non inciampi
Ela Gentile
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Rivivo le mie mani
sul tuo viso freddo e gelido
ma, finalmente, sereno e disteso.
Straziante ancora al ricordo
quel tuo ultimo esalare,
mentre ti accarezzavo
e il respiro stentato
diminuiva poco a poco.
Dolore più grande non esiste,
solo te avevo come porto sicuro,
mio rifugio e mia consolazione
nella tristezza e nella solitudine.
Son tre anni, mamma,
e ancora e sempre mi mancherai
l’immagine di te che mi aspetti
lì su quella seggiola, come ogni giorno,
è fissa nella mente e nel cuore.
Tu col tuo silenzio,
col tuo amore all’antica
con poche carezze,
ma pronta al sacrificio
per i figli e la famiglia,
mia speranza e rifugio
nei momenti di sconforto,
guidami come allora
...che io non inciampi.
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L'autore
Ela Gentile
Commenti (1)
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M
Maria Francesca23 novembre 2014
La morte separa fisicamente le persone più care, la poesia esprime quest'assenza e la nostalgia che non trova rassegnazione, la pace si raggiunge solo con la consapevolezza di un ricongiungimento finale. Semplici i versi donano luce a questo sentimento così forte, una luce intensa .Versi di intensa umanità.
