L'odore dell'erba, del mosto, del maschio
Rosetta Sacchi
1894 poesie pubblicate
+ Segui

E ancora dell’odore dell’erba
tagliata s'inebria il tuo corpo
E' dolce l'aria
ai piedi d’un fico
dove una fetta di fuoco
nel cielo annienta le nubi
Ed il sangue riaffiora alla pelle
nell'ardore che il viso divampa
le mani leggere su te
come brezze un solletico d'aria
E' rugiada la bocca
che divora la carne
delle mie labbra
Distesa ai tuoi piedi
ti guardo illanguidita
il calice tra il palmo,
composte le dita,
la nuca scolora
ad un raggio di luce
alla mano che sfiora
un'onda della tiepida chioma
Riposo ed è nido
intorno al mio essere
di te folle, smarrito
L'aria tiepida scalda la voce
e ogni bacio al suo tocco
si fa petalo di caldo vellluto
E assaporo l’odore del mosto
in questo vuoto d'intorno
che ritorna ad empirsi del profumo
dei tini e nel viale si mesce
al tuo odore di maschio
Il mio corpo innestato al tuo corpo
in un istante di un'ora recente
il tuo corpo che ora riposa
distratto al calar della sera
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Rosetta Sacchi
"Gabbiani" - Vincenzo Cardarelli - Non so dove i gabbiani abbiano il nido, ove trovino pace. Io son come loro, in perpetuo volo. La vita la sfioro com’essi l’acqua ad acciuffare il cibo. E come forse anch’essi amo la quiete, la gran quiete marina, ma il mio destino è vivere balenando in burrasca. ^^^^^^^^^°
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Sergio Melchiorre24 novembre 2014
Poesia erotica di grande impatto emotivo sul lettore. Molto apprezzata dal sottoscritto. Complimenti!

