Pietà
Giovanni Monopoli
774 poesie pubblicate
+ Segui

Giunte mani orano,
pieghe di sogni tra le affusolate dita,
la tristezza lacera il tempo, il mendicare
con litanie nel cielo a veleggiare.
Arrossati occhi,
da socchiuse palpebre lacrime a scendere
su labbra spente, dischiuse alla parola
negli intrecci di vita d’albe nascenti
tra le nubi vaganti con filigrane a specchio,
con nebbie a circondare il costato.
Pietà,
l’umile chiedere nell’infausto cerchio,
preghiere ascoltare nei deserti del cuore,
un velo, delicati momenti a coprire
su linee marcanti spento viso... pioggia
scivolata nelle fredde notti a venire.
Tremula la voce, l’annodare,
soffusa si divincola con sguardi calpestati
tra le mancanti armonie dell’esistenza
nei soffi di perduto amore... pietà,
si pietà
per l’essere legato al petto dei sospiri
nell’incredulo mondo che resta a guardare...
l’ultima speranza.
🌐
Pubblicata con licenza Creative Commons: puoi condividerla e ripubblicarla citando l’autore e la fonte.
L'autore
Giovanni Monopoli
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Doraforino28 novembre 2014
Una preghiera intensa, per credere che ancora possa essere speranza nuova, per tutte le donne violate. Per accendere in cuori alle menti e trovare nuova fede dell'esistenza! Apprezzata!

