Pioggia sulle rotaie
Giovanni Perri
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venne a prendermi con l'ombrello
nell'ultimo vagone delle mani aveva un solco di poche parole e una collina d'amore negli occhi ed io per pochi ricordi mi svuotai
come quando vedevo e non capivo se la ferita era una cosa viva e animata oppure un gioco di pensieri vaghi
e appoggiai la bocca al finestrino
bocca d'ombrello per bere e accudire
e fui di nuovo nel tempo
che avevo ancora acqua nei piedi e forse qualche nuvola nei fianchi e sorridevo
che un cielo ha i suoi mille progetti più di quanti architetti e scultori
più di un cuore che va sulle rotaie
e mi portai daccapo alla parola immaginata
e pensai che un ritorno valeva due mani
due cuori che sentono e sanno snodarsi
due piccole lucine accese
proprio dietro la curva
nel ventre della galleria.
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L'autore
Giovanni Perri
Il lettore deve sapere, leggendomi (leggendo questa non-biografia dalla quale estrapolo che nasco a Napoli e ci vivo col pregio d’arricchirmene fino a smarrirla) che un po' della mia poetica (ammesso che sia tale) risponde al desiderio, non del tutto cosciente, d'allargare il mio ipotetico dolore, la mia svagata gioia
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