Maldicenza
Fiume di parole,
conscio vituperio.
Una lama tagliente,
sciorina la lingua
rossastra
nell’eruttiva lava
della maldicenza.
Brucia le falsità
dell’incuria
insita nell'animo.
Si appella al dire
per il distinguo dell'io
dalla nullità
di un amorfo cammino.
Cerca lo spiraglio
della sopravvivenza
nel declamare il verbo
di una sapienza
destabilizzante.
Colpisce subdolo alle spalle
nell’enfasi del convivio.
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Commenti (1)
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Francesco Rossi2 dicembre 2014
Un contenuto in linea con il dettame ideale del poeta che nella maldicenza e nelle parole taglienti trova il modo di verseggiarne il suo sdegno al quale pur io mi accodo.
