Lascia che
Lascia che io chiuda gli occhi
Che riconosca il tuo odore
Lascia che io pianga per un po’
E poi lascia che giri lo sguardo altrove
Dove non sei e non ti cercherei
Dove non arrivino le tue parole
Ed i tuoi sguardi persi,
Rivolti verso luoghi inesistenti,
comunque troppo bui per essere abitati
O lontani, resi irraggiungibili
Da te solo.
E sempre irraggiungibili per me.
Che non trovo un modo
Per starti accanto
senza provare stupidità.
La stupidità di essere felice.
Di avere la libertà di abbracciarti a occhi chiusi
e di parlare
a una persona che sappia cosa sia
l’amore vero,
ricambiato,
fatto di gesti,
di verità,
di ricordi che hanno storia,
di vita,
più forte di qualsiasi immaginazione.
Più forte di qualsiasi perplessità.
Perché,
oltre ogni ammissibile dubbio,
percepisce l’eccezionalità di noi due.
©
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Commenti (1)
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Mario Bugli27 giugno 2007
La trovo un pò contraddittoria nei concetti... nell'amore e nella felicità non si dovrebbe mai provare stupidità... ma forse mi sbaglio i tempi sono cambiati!
