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Donne 27 novembre 2014 · lettura 1 min · 3126 letture

Fine d'un abuso

Salvo Scamporrino 862 poesie pubblicate
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Una bambola, le braccia staccate dall’esile corpo, distesa sul selciato, a faccia in giù’. Non c’è traccia di lamento o gemito di dolore: solo quel corpo, immobile, che chiede calore o qualcosa di palpabile, come una carezza d’amore. Magari una coperta a fiori, per coprirsi il cuore senza più vita, senza più tormento. Di bambola il suo viso triste, come l’inverno gelato, gli occhi fissi in un punto oltre, al di là del cielo, le gote sbiancate dal tremore degli ultimi istanti, il singulto e il respiro va via, così la vita si spegne nel nulla e là, sdraiata, resta una bambola, violentata.
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L'autore
Salvo Scamporrino

Nato in terra di Sicilia nel 1960, scrivo solo per passione e per comunicare ciò che sento o percepisco. Ogni idea o sentimento che viene esternato in qualsiasi forma va sempre accettato per quello che è. Criticare e giudicare è soltanto un punto di vista. Con questo spirito bisogna leggere e SCRIVERE.

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Commenti (1)

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Marco Morandi17 dicembre 2014

Una descrizione accurata del dolore che prova questa donna. Mi dispiace soltanto che non c'è buon fine. Tutto rimane come è, senza speranza. Complimenti bella poesia