Donna

Il giorno in cui
Toccasti la mia Innocenza
Lo credevo il più soave dei regali
Il più candido ricordo
Da tenere stretto nel leggero mio cuore
Invece crudele eroe
Con la pretesa comune
Di credere a quel genio testardo
Chiamato Amore
Rubasti il mio scrigno più prezioso
Anestetizzandomi di parole
Cosi perfette e pure
Che ora risuonano in me
Come inferno vivo
Nel recondito tuo abisso
Sento che il frutto del male
Lacera il mio ventre
Pochi sospiri ancora
E dentro il principio dell'oscurità
Annegherò senza speranza
Ma la notte arriva
Bussa nel cuore
Io dinanzi lo specchio
Osservo cauta
I miei occhi vuoti
Ricordo la bambina che ero
La cerco ancora dentro me
La libertà mi tende la sua mano
Il riflesso nello specchio
Si anima
Mi urla:
"Vivi, Sei Donna"
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L'autore
Alessia
Racchiudo la mia essenza in poche armoniose parole della grande Merini: "Nessuno mi pettina bene come il vento".
Commenti (2)
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adriana sini29 novembre 2014
nessuno mai potrà portar via la nostra fanciullesca essenza di donna, nemmeno il più sbagliato degli amori. Continua a guardare quello specchio e presto troverai il luccichio di un'anima rafforzata e serena
Daniela Abate30 novembre 2014
Mi colpisce la linearità della composizione. Scorrevole, piacevole alla lettura, giunge spedita al cuore della poesia con parole chiare e mai scontate. Complimenti all'autrice, questa poesia andrà segnalata e infioccata.
