Stagioni amare

Le braccia disarmate
legate a mani inerti
a corpi avvelenati
a cieli ormai deserti.
Il trillo dei bambini
ricordi di un’età
scomparsa e assai lontana
che non ritornerà.
L’inverno e le sue storie col camino
i tuffi scalmanati in piena estate
i cervi lassù in alto a primavera
d’autunno la vendemmia e le ballate.
Quante stagioni vuote
distrutte e cancellate
al sole dei tuoi sogni
che assurde coltellate!
Le acque lorde unte e snaturate
il mare tra le onde spazzatura
le messi manomesse e scellerate
la terra e la sua eterna congiuntura.
Tu guardami ed ascoltami.
Un albero che vive
tra nidi e un volo atteso
è il canto della vita
è il giusto contrappeso.
Un albero che muore
tra foglie nere e rade
è un petto senza cuore
è un figlio senza madre.
©
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