332 lettori online · 355.525 poesie · 7.625 autori
La Piazza Entra Iscriviti
S Scrivere Poesie & Racconti
Pubblica
Home Poesie Morte
Morte 3 dicembre 2014 · lettura 1 min · 1061 letture

Abisso del male

Daniela Dessì 1192 poesie pubblicate
+ Segui
Bambini con le mani impastate di fango imbracciano fucili Volti irriconoscibili funestati dalla nube funerea della guerra massacrante si ripiegano all'ombra del suo mantello La falce crudele imbrattata di sangue luccica sfolgorante, cadono penzoloni le vittime prescelte immolate sull'altare sconsacrato, agnelli belanti sgozzati nei mattatoi disumani del mondo crudele L'odio affilato scarnifica anime dannate risucchiate nella gola infernale del pianto inascoltato Occhi accecati tra visioni baluginanti d'idoli falsi inneggianti ai crimini più biechi perpetrati con violenza, il buio trafigge senza pietà Il male liberato dalle oscure gole abissali risale dalle viscere della terra, preludio di un'apocalittica tempesta.
♥ 0 💬 2
© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Daniela Dessì

Amo la poesia, la profondità del sentimento che ispira, quel tocco magico che vivifica ogni cosa, imprime la vita all’inanimato, nobilita l’effimero inconsistente che si confonde col nulla. Forse si nasce poeta o forse no, pochi lo sono veramente col cuore, hanno la capacità di leggersi dentro e guardare al mondo

Tutte le opere →

Commenti (2)

Accedi per lasciare un commento.Accedi
Alberto De Matteis3 dicembre 2014

Visione deprecabile quella di tanti bambini che imbracciano un fucile, quando alla loro età hanno tutto il diritto di giocare e di credere in un futuro che non sia quello delle armi, ma quello dell'amore e della fratellanza.

Francesco Rossi4 dicembre 2014

Da questa poesia se letta, e dovrebbe essere letta da molti si coglie lo spunto per ribadire il nostro no alla guerra, il nostro no alla violenza, il nostro no ad armare braccia innocenti spesso per una questione di malvagità gratuita dettata dalla condizione religiosa da qualunque parte essa sia.