A Ginsberg
In tutti i modi abbiamo tentato
di esorcizzare la morte al cui suono beffardo
ci consumiamo di voluttuosa nostalgia
ci ritraiamo inorriditi
ci rassegnamo incoscienti come automi
ci droghiamo di parole vuote e di scritti
di colori e di pasticche
ci nascondiamo sotto lenzuoli
a fare elucubrazioni e sogni
auscultiamo boati e flebili lamenti
annusiamo cuscini e portafogli
amiamo bramosamente rapidi segnali
di extraterrestri e di sindacalisti.
In qualsiasi rete come meduse
ci lasciamo invischiare
pur di sfuggire.
In qualsiasi trust circolo partito brigata
banca cattedrale
ci lasciamo rinchiudere
pur di sfuggire.
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Commenti (1)
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Azar Rudif4 dicembre 2014
Inutile sfuggire a qualcosa che è impastata nella nostra esistenza. Poesia dai versi diretti, a volte duri, ma veri di un'umanità che chiude inutilmente gli occhi davanti alla morte
