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Dialettali 4 dicembre 2014 · lettura 1 min · 1463 letture

Roma kaput immundi?

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Gian Franco Dandrea 232 poesie pubblicate
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Disse Totò la somma fa er totale, e drento ‘n monno ch’è pieno de ‘nfami, mo se stranimo che a la capitale, esce fòra ‘sta spece de zzunami? Arzi la mano chi fa la morale, e nun ha mai penzato a li salami, da regala’ p’ave’ ‘n posto aziendale, o pe’ pia’ ‘na laurea senza esami. La corpa è de tutti l’italiani, che cercheno d’èsse raccomannati, sacrificanno puro i deretani, li politici nun zò francescani, ma semo noi a’ avecceli mannati, pronti a sfruttalli e a ffa’ li ruffiani.
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L'autore pensa che tutti i casi di corruzione, di inciucio, e di chi più ne ha più ne metta, li facciamo noi italiani, perché i politici sono italiani, e chi prende o da mazzette, sempre italiani sono. Chi cerca la raccomandazione per un posto di lavoro, sempre italiano è. Adesso a chi vogliamo dare la colpa? Alla destra, alla sinistra? Ma la destra e la sinistra sono state votate da noi, che poi, dopo le elezioni andiamo a chiedere i favori. Quindi, la cosa è molto più grave dei singoli casi di Roma, di Milano, di Venezia, il marcio sta nella testa di molti di noi, ahime'.

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L'autore
Gian Franco Dandrea

Fissare su carta mediante parole, le emozioni di un momento, le vibrazioni dell'anima, il recondito sentire, è come mettere insieme le tessere di un mosaico, è come dipingere o creare musica. Ecco, la poesia è tutto questo messo insieme, i versi danno colori, note musicali, vibrazioni al cuore, è una festa multimediale

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