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Introspezione 5 dicembre 2014 · lettura 1 min · 1185 letture

Fulgido dolore

Stefano Calemme 28 poesie pubblicate
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Stanco di essere oggetto di una vita impossibile, chiudo gli occhi. Sfortunatamente sono ancora vivo. Nella mia mente un muro blocca le porte del mio aldilà. Nel mio sangue si ascolta il battito del motore che piano, con delicatezza, rallenta. Ed ecco nel mio corpo un’esplosione invisibile che lo scuote, lo illumina di immense e variopinte tinte. Come un castello di sabbia abbattuto da un ingenuo bambino, il muro crolla distrutto da un’ingenua vita che in me non è riuscita a trovare la sua giusta posizione. Mi addentro nel Nuovo Mondo. Attraverso il cancello e come un fulmine nel cielo un fulgido dolore, lungo l’eternità di un secondo percorre il mio essere. Sorrido. Chiudo gli occhi nuovamente. Ma questa volta dormo infinitamente sognando la mia vita che tanto è stata folle, che tanto è stata ingenua.
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Il fulgido dolore prima dell'eterno riposo, come firma di un quadro di cui l'artista ne rimarrà perennemente insoddisfatto.

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Stefano Calemme
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