Vittima e Carnefice
Avido dell’innocenza
che rivolgo all’universo sconosciuto
dell’immaginato ed infinito piacere
appaio ai tuoi occhi
come una vergine
Come musa la tua smania nutro
dolce ed inebriante
di dar vita
alle mie insaziate voglie
Come maestro ti insinui
tra curiosità e pensieri proibiti
lasciandomi turbata
a combattere una guerra
tra principi e desideri
Tu carnefice
io vittima
inerme dinnanzi al tuo
instancabile volere
Io carnefice
tu vittima
consumato dalla volontà
di regalarmi l’immaginato piacere
©
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Commenti (2)
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John Truecooks27 giugno 2007
sensuale e musicale un crescendo di emozioni che culminano proprio come in un atto amoroso.
Giovanni Monopoli27 giugno 2007
Un bel testo che emoziona per la carica che emana...
