Il tuo cielo

E sotto questo cielo
coltivo le ballate
le storie avvelenate
le beghe e le chiassate
le voglie appena nate.
Ti chiamo e non mi senti
e tu non mi accontenti
giocando col dolore
di questo stanco cuore.
E dentro questo cielo
l’amore in preavviso
l’abbraccio col sorriso
del pane condiviso
con la tua carne intriso.
Sei tu il mio raggio forte
la sfida della morte
negando ogni violenza
colmando l’immanenza.
E oltre questo cielo
il regno dell’assai
il prendi porta e vai
il cuore che sarai
il verbo di Adonai.
E’ il dono di una vita
splendente e rifiorita
e tu rinasci ancora
testando “E’ giunta l’ora!”
©
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