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Dialettali 27 giugno 2007 · lettura 2 min · 1088 letture

E pasarot (il passerotto)

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Daniele Fabbri 110 poesie pubblicate
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Giani l'e' mort ui n'eva utentasi e di che fin a poch teimp fa l'amniva so ma la mi streda per dmandem Cu m'e' cla va? amarcord che l'amniva so guasi aposta pr'augurem e su bonde' e po' se su pas long l'arturneva zo ma chesa. Um amancara' e su salut enca sa so cunvint che du cl'e' des e sta bein e, che e su cor l'e' sempra que in zirùn trameza st' iiortt e vo dì ch'andend aventi quant che un pasaròt us farmarà a fisce' se mi canzèl a farò finta che sia Giani cum vin ad augurè : bonde'... ... Gianni e' morto aveva ottantasei anni eppure fino a poco tempo fa veniva su per la mia via per chiedermi : Come va? mi ricordo che veniva su quasi apposta per augurarmi il suo buongiorno poi col suo passo lungo ritornava verso casa. Mi manchera' il suo saluto anche se sono convinto che dove si trova adesso stia bene e il suo cuore sia sempre qui in giro in mezzo a questi orti cosicche' nei prossimi giorni (lett.andando avanti) quando un passerotto si fermera' a cantare sul mio cancello faro' finta che sia Gianni che viene ad augurarmi buongiorno...
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E' morto un vecchietto tanto caro e simpatico ed ho voluto dedicargli una piccola cosa nel suo amato dialetto romagnolo. Grazie!

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Daniele Fabbri
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Commenti (2)

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Marina Como27 giugno 2007

nel linguaggio dialettale si sviluppa la vita del paese, il vecchio, il saluto quotidiano del buongiorno, l'orto... tutto un mondo racchiuso in questa dedica dove la poesia la si vive nel quotidiano della chiusa. molto ben fatta anche nel ritmo.

Rasimaco27 giugno 2007

versi più belli non potevano essere dedicati... a quel caro vecchietto che in se racchiude l'anima della borgata... e quel passerotto sul cancello saà senzaltro la sua anima che aleggia intorno..