E pasarot (il passerotto)
Giani l'e' mort
ui n'eva utentasi
e di
che fin a poch teimp fa
l'amniva so ma la mi streda
per dmandem
Cu m'e' cla va?
amarcord che l'amniva so
guasi aposta
pr'augurem e su bonde'
e po' se su pas long
l'arturneva zo ma chesa.
Um amancara' e su salut
enca sa so cunvint
che du cl'e' des
e sta bein
e, che e su cor l'e' sempra
que in zirùn
trameza st' iiortt
e vo dì
ch'andend aventi
quant che un pasaròt
us farmarà a fisce'
se mi canzèl
a farò finta
che sia Giani
cum vin ad augurè :
bonde'...
...
Gianni e' morto
aveva ottantasei anni
eppure
fino a poco tempo fa
veniva su per la mia via
per chiedermi :
Come va?
mi ricordo che veniva su
quasi apposta
per augurarmi il suo buongiorno
poi col suo passo lungo
ritornava verso casa.
Mi manchera' il suo saluto
anche se sono convinto
che dove si trova adesso
stia bene
e il suo cuore sia sempre
qui in giro
in mezzo a questi orti
cosicche'
nei prossimi giorni (lett.andando avanti)
quando un passerotto
si fermera' a cantare
sul mio cancello
faro' finta
che sia Gianni
che viene ad augurarmi
buongiorno...
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Commenti (2)
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M
Marina Como27 giugno 2007
nel linguaggio dialettale si sviluppa la vita del paese, il vecchio, il saluto quotidiano del buongiorno, l'orto... tutto un mondo racchiuso in questa dedica dove la poesia la si vive nel quotidiano della chiusa. molto ben fatta anche nel ritmo.
Rasimaco27 giugno 2007
versi più belli non potevano essere dedicati... a quel caro vecchietto che in se racchiude l'anima della borgata... e quel passerotto sul cancello saà senzaltro la sua anima che aleggia intorno..
