Nell’infinito azzurro
Antonella Modaffari Bartoli
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Ulula il vento che dai monti
scende, sbattendo degli alberi,
i rami disadorni.
Odora di muschio il bosco e
arrossa le ultime foglie come
fosse l’ultimo anelito d’amore.
Note di flauti lontani echeggiano
memorie che riportano in vita
palpiti d’attese.
Ma il silenzio sosta al cancello
ove la sua figura più non staglia,
né il suo passo frettoloso risuona.
Avanzano le sere con velature
di luce, e dentro il cuore un canto
nostalgico d’amore.
Nel buio qualche fiore ancor
riluce, lavato dalla pioggia e
dal dolore.
Mentre sul muro l’ombra
discolora ed il mio sguardo
si perde nell’infinito azzurro.
©
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Commenti (1)
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Maria Assunta Maglio8 dicembre 2014
Il vento che sbatte gli alberi e l'odor del muschio dove cadono le foglie, l'autrice tra note di flauti lontani vaga nel pensiero nel silenzio tra una persona amata ormai andata che no calpesta più quel cancello, e nel buio qualche fior ancor riluce sente il calore ancora del suo corpo che da luce come un fiore. Nostalgica e commovente, bella nella lettura.

