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Spirituali 8 dicembre 2014 · lettura 5 min · 1279 letture

Angelus

Massimiliano Zaino 1199 poesie pubblicate
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Nel sonno si tacea la Palestina, e queto si posava ‘l nazareno villaggio, e l’ermo intorno; e ‘l fresco e ameno si palpitava ‘l vento e in su’ un palmizio un lume folgorava or d’un patrizio atrio, e la Luna scialba e femminina. Una donna di Giuda avea una spene, e un dì ‘la si traëva in tanta idea. Ave, oh Maria, in cui nacquêr l’alte vene di Lui che Padre in te mortal si fea. La Notte si scorreva e in ciel stellata, e d’intorno quest’ermo ne posava, onde d’un tratto insano et incantata una luce fatal si palesava, e a luccicar tra’ nembi seguitava, e un’ombra ne parea di Luna cesia, e in questa istrana sera ombrosa, etesia quasi d’oro e febbrile si tergea, e all’orizzonte bruno e torvo e in cenere or misteriosamente si splendea. Ave, oh Maria, in cui nacquêr l’alte vene di Lui che Padre in te mortal si fea. N’avea di marmo l’ale, e i crin canuti, e d’oro n’era ancora la sua pelle, e l’occhio brage antica delle stelle, e una tunica fulva ei ne vestiva, e al fianco suo un acciaro si languiva, e i lumi intorno stavan svelti e acuti. La fanciulla - di David stirpe santa - un Angiolo scorgea in quest’ansio lume. Oh Tu, Maria, che ognor in te s’ammanta quest’uom Cristo Gesù, Figlio del Nume! Ma l’angelica forma or nulla disse e di labbro e di detto, e tacque tanto. Un guardo di passione a lei n’affisse, e sfolgorava in stelle ‘l fresco manto; e al core femminino, or quasi in canto, solamente ispirava un cenno muto - dolce come una rosa e come un liuto - che dell’alma femminea andò all’acume. Così alla donna svelse e molle e affranta un’aura del Signor d’in sulle piume. Oh Tu, Maria, che ognor in te s’ammanta quest’uom Cristo Gesù, figlio del Nume! D’Iddio - ‘l vivente e l’alto - ‘l Messaggero alla Vergin nunziava un Figlio eletto, e l’attonito scorse e ‘l cesio aspetto di lei che gli sclamava: «Ignoro l’uomo!» . Ma tutto ancor ne può del Ciel l’atòmo, ‘ve Azione e Spirto sono e un sol Pensiero. La muta voce disse in vampa eletta che la donna un fanciul ne concepiva; et ella allor - la giusta e benedetta - di Spirito divin s’insuperbiva; e all’Angiolo d’annunzi or rispondeva che sempre serva n’era del Signore. «Si compi, dunque, ‘l Fato» ne gemeva e ansia e pregna d’et( t)erno e immenso Amore, e ormai nel seno suo si crescea un fiore, e a questo Nunzio sacro inginocchiata a Iddio diggià pregava e consolata, e scialbe e ligie l’ale or benediva. Così l’Angiolo andava ad alta vetta, e fondendosi al vespro si svaniva; ed ella allor - la giusta e benedetta - di Spirito divin s’insuperbiva. Frattanto Elisabetta al sesto mese nel grembo si portava un strillo d’ermo, e veglio ‘l core l’era e pure infermo; e or su Maria uno spettro e santo e ombroso lentamente scendeva, e in ventre ascoso il Padre come un Figlio ne discese. Carne divenne ‘l Verbo, et uomo Iddio, e quivi n’abitò in tra’ nostre lande; e Tu, per Questi, e ‘l buono e ‘l folle e ‘l rio d’un manto ne ricopri e ‘l vano e ‘l grande. Immacolata se’ la Concezione, e al ventre tuo ne senti un cor piccino, e l’albe mani e i piè e le gambe prone flebilmente scalciar del tuo Bambino; e ‘l Male si tramonta e ‘l reo Destino, e nova un’alba giunge e si lampeggia, e lentamente splende e fulgoreggia, e per quest’orbe in ansie omai s’espande. Or quest’è la Novella e ‘l tintinnio che non d’arme si fa, ma in verba blande; e Tu, per Questi, e ‘l buono e ‘l folle e ‘l rio d’un manto ne ricopri e ‘l vano e ‘l grande. Ecco ormai del Signore l’alta Ancella, e: «Compiuta ne sia la Volontade» sorridente dicea pelle contrade; e intanto la Salute or pur del tristo dolcemente cresceva, ‘l Santo, e ‘l Cristo, di David stirpe santa e sacra Stella. Gloria a Te, oh Padre, e al Figliuolo e al Santo Spirito, ora e per sempre, e nei secoli dei secoli. Riposo eterno, doni loro ‘l Signore. La Morte in Vita. Gloria a Te, oh Padre, e al Figliuolo e al Santo Spirito, ora e per sempre, e nei secoli dei secoli. Splenda a costoro l’et( t)erna Luce santa. Iddio ‘l vivente! Gloria a Te, oh Padre, e al Figliuolo e al Santo Spirito, ora e per sempre, e nei secoli dei secoli. Nel dolce sonno del sepolcro e del Cielo sia lor la Pace.
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L'autore
Massimiliano Zaino

Saluti a tutti i lettori e a tutte le lettrici. Sono nato nell'agosto del 1988. Già dai primi anni di scuola ho sviluppato una vocazione per le materie umanistiche... vocazione questa che è impetuosamente esplosa nell'ultimo anno della Terza Media e nel primo anno di Ginnasio del Liceo Classico. Appassionato di Stori

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