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Riflessioni 9 dicembre 2014 · lettura 1 min · 2105 letture

Viaggi

carla vercelli 806 poesie pubblicate
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Vi amo descrivo poetizzo -viaggi. Euforia del tempo che si ferma negli occhi e reca con sé l’essenza d’un sogno -nuovo. Effimero che si tramuta in eterno. Ne porto segni tangibili in dedali della memoria Basta il profumo di un limone e a Sorrento torno, il caldo asciutto in certi giorni d’estate rivedo Siviglia, il gusto di una cioccolata bollente e a Vienna sono di nuovo... Viaggi, il cui fine estremo è la meraviglia per ciò che nei luoghi natali parrebbe disadorno. Ma più d’ogni altra cosa basta la strada che da qualche parte sempre accompagna monti mare pianura città campagna -ovunque io vada- già al principio è completo il viaggio già bello. Saggezza della donzelletta e del garzoncello nel Sabato del villaggio Nell’attesa di una promessa felicità che raggiunta a volte traballa, questa si compie del tutto -farfalla.
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L'autore
carla vercelli

Sono laureata in filosofia con indirizzo psicologico dal 1989. Pittrice, poetessa, scrittrice, ho pubblicato: "Il cielo ha il colore delle rose" (2012), "Coglimi d’ineffabile Poesie d’Eros" (2014/2019), "Cromistorie: vi racconto una fiaba colorata" (2014), "Bello più di prima" (2015), "La volpe e la parola"

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Commenti (3)

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Sara Acireale9 dicembre 2014

Viaggi che si compiono con la fantasia, che fanno volare con ali di farfalla. Basta un'immagine di spiaggia tropicale e si ci ritrova in un'isola caraibica, l'odore di una cioccolata calda ci porta a Vienna, il profumo di un limone fa ritornare a Sorrento. Sono belli questi viaggi attraverso la memoria, tutto i rivede come allora, anzi con più meraviglia e stupore

A
Antonio Terracciano10 dicembre 2014

Profonda come sempre, la poetessa questa volta filosofeggia sui viaggi, in una poesia che oscilla tra Proust (nella prima parte) e Leopardi (nella seconda) . La "madeleine" proustiana si trasforma in quei limoni, in quella cioccolata che richiamano alla mente mete raggiunte in passato, ed il "sabato" leopardiano diventa il viaggio stesso, spesso più bello della destinazione in cui poi si giunge. E, del resto, lo stesso Proust, forse, amò Venezia più vagheggiandola durante la lunga attesa di andarci che dopo averla finalmente visitata.

Francesco Rossi10 dicembre 2014

Il fluire del tempo, porta con sé mutamenti, ma la malinconia e i ricordi che la generano sono filtrati in versi di consapevolezza.