Atlantidei

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PIù ci si interroga e più si sente la complessità e l'armonia del mondo, la luce (che prima appariva da uno spiraglio) si va facendo sempre più abbagliante e, come in una rete, ci può avvolgere e farci sentire come in un'estasi di meravigliosa realtà fantastica.
Di questa splendida introspezione che trascina chi legge, resta dentro la quarta strofa come fosse il mare con le sue prepotenti ed implacabili onde. Un discorso a parte merita l'ultima strofa che letta da sola dimostra d'esser poesia a se, stupenda ed emotivamente coinvolgente.
Personificazione di un pensiero che travolge, incanta e fa riflettere e che chiude in un cerchio tutto ciò sia veramente importante, là dove la vita vive il suo vero miracolo. Un'introspezione a tu per tu con l'intorno che geme, che si fa avanti a strattoni, e che nella sua bellezza, nel suo inequivocabile passo nel mistero, resta l'unica possibilità si salvezza, per l'anima, per il cuore, per lo stesso dolore che affligge l'uomo. Dove la luce, illumina e favorisce la voglia di cercarla in ogni angolo, in ogni sfumatura. Una poesia di grande spessore, determinate le immagini ed efficace, molto efficace a quell'affacciarsi alla vita, speme unica per sopportare le vacuità!
Un inno alla vita, al mondo che ci circonda che dovremmo godere fino in fondo per apprezzarne la bellezza invece di perderci in futili "passatempi".
Un verseggiare sublime, una continua ricerca rimescolando le carte della vita messe in gioco senza usare nessun trucco, e i stessi mutamenti fisici e interiori sono sempre filtrati da una crescente consapevolezza che detta tempi e pause





