Strappo.
Mi strappo di dosso la pelle
lacero ogni brandello di carne
inutile
incredibile
vana
dissanguo le vene
da questo insipido liquido.
Nulla permette.
Mi strappo peluria e accessori
brandelli di convinzioni
comiche
ridicole
anticamente sterili
cancello le immagini
da questa stupida retina.
Nulla promette.
Rinnego.
Cancello.
Mi svuoto.
Mi strappo la vita.
©
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L'autore
Almina
Sono nata a Torino da genitori sardi, e attualmente risiedo nella mia terra la Sardegna. Scrivo da sempre.
Commenti (3)
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R
Robylord28 giugno 2007
uno strappo decisamente poetico, apprezzate le tue rime che invitano a giusta riflessione
Rasimaco28 giugno 2007
cruda e lacerante nell'immediatezza di questo strappo con quelle convenzioni sociali che fermano qualsiasi forma di libertà, e del pensiero e dell'anima..., ogni forma di amore e di dedizione pura... molto bella e passionale
Zima28 giugno 2007
la definirei: prepotente! nel suo linguaggio nudo e crudo la poesia scorre veloce come fiume impetuoso di rabbia, di rinnegazione, di voglia di annullarsi ferocemente!

