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Impressioni 13 dicembre 2014 · lettura 1 min · 2047 letture

Benevento

A
Antonio Terracciano 1000 poesie pubblicate
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Enclave per tanto tempo del Papato, sei una piccola Roma anche per l’arte classica, che nell’Arco di Traiano piena trova la sua consacrazione. E neppure ti manca il lungofiume, così che, vagheggiando con la mente, chi ti vede può quasi immaginare di ritrovarsi nella capitale. Capitale del Sud, se un dì la storia un po’ diversamente fosse andata, saresti tu potuta diventare, al posto di Partenope marina. E invece giaci quasi abbandonata, dimessa, sfiduciata, clientelare, con le tue streghe senza più malizie ormai: dov’è quel noce secolare?
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Fin da ragazzo, ho sempre amato più la Campania interna che quella costiera, la Campania in cui i turisti stentano ad affacciarsi, ma che ha bellezze ugualmente interessanti, anche se meno mondane. Con qualche pretesto, sono sempre andato volentieri a Benevento (da giovane per accompagnare un paio di volte un amico dell'Università che si era invaghito di una ragazza del posto, poi per comprare dell'ottimo vino aglianico in qualche cantina sociale, o una bottiglia di "Strega" da regalare, e più recentemente per far visita a un mio cugino da non molto tempo lì trasferitosi) . Come sottolineano gli autori che mi hanno gentilmente commentato, Benevento (si pensi che all'inizio del Seicento, negli anni bui dei processi a Galileo Galilei e a Giordano Bruno, la città aveva ben 40000 abitanti, i due terzi di quelli attuali; Parigi e Napoli, le due città allora più popolose d'Europa, ne avevano rispettivamente 300000 e 250000, mentre a Roma se ne contavano soltanto 110000) è ricca di testimonianze storiche, e le cura pure; ma il livello di vita è piuttosto dimesso, e l'arte dell'accoglienza (che invece è già a buoni livelli nella vicina Avellino) dovrebbe, secondo me, fare ancora qualche passo in avanti.14 marzo 2015
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L'autore
Antonio Terracciano

Sono un ex insegnante di scuola media (di francese) , e vivo nella cittadina in cui sono nato (a quindici chilometri a nord-est di Napoli) . Da giovane scrissi un centinaio di poesie (quasi tutte adesso da buttare) in versi liberi (e qualcuna anche quasi ermetica) , ma poi, dopo un letargo poetico durato più di trent'

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Commenti (3)

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Azar Rudif13 dicembre 2014

Uno dei pochi popoli che diede filo da torcere ai Romani è ancora oggi fiera delle sue tradizioni anche se deve fare i conti con questa età decadente. Io la trovo la città più bella tra i capoluoghi campani e con la maggiore cura per il suo passato. E' vero, cmq, le streghe di una volta non ci sono più!

l
luca muzzioli15 dicembre 2014

Benevento, con la sua battaglia, segna la fine del grande sogno del meridione italiano. Dopo la casata bavarese degli Hohenstaufen caleranno gli avvoltoi francesi e spagnoli che, con la complicità del papato, getteranno il sud Italia in una notte talmente nera da trasformare gli uomini in pipistrelli. Dimessa, sfiduciata, clientelare, sono solo alcuni degli aggettivi che possono contraddistinguere tante città meridionali. Bellissima la malinconica descrizione delle vestigia del potere, della bellezza e della speranza perduta.

Carmine Ianniello14 marzo 2015

... Ed essendo io, originario di terra Sannitica... di quella di Frasso Telesino, in su per le "Forche Caudine", potrei dissentire, ma non del tutto... un fondo di verità c'è... il fiume?... Il suo nome è Calore...