Filo rosso
Giorgio Dello
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Camminiamo
senza sentire i corpi
come canne al vento
come fili di seta
forse ci siam perduti
nei soffi dei venti,
nei boschi dove ombre
salgono dalle radici
forse abbiamo lasciato noi stessi
sulle sponde di lunghi fiumi
dove l'erba è fortemente verde
e la sabbia inumidisce
ora dopo ora,
alla luce della luna
e vivremo ancora
dopo si nasce,
e sarà una paura nuova
tutto è silenzio
tutto è colmo e denso
ancor più miseri
senza la superbia
dei nostri cuori laceri
amanti al rosso dell'alba...
un rosso buono,
come filo di velluto.
©
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L'autore
Giorgio Dello
Nasco in provincia di Milano, anzi ora provincia di Monza e Brianza. Sono un autore sconosciuto, anche se ho vinto alcuni concorsi di poesia. Dopo la perdita in giovane età di mio padre, grande uomo e mia forte guida, comincio a scrivere per esigenza dell' Anima, prima per me stesso, poi incoraggiato dal prof. Segagn
Commenti (1)
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EmiliaGuerra13 dicembre 2014
molto bella e singolare la metafora " abbiamo lasciato noi stessi ..." il poeta / poetessa lascia intendere che l'uomo ha perso ogni valore della vita .

