Aurora
Barbara Golini
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sono nata quel giorno tra la neve, tra gli orizzonti infiniti e le risa dei bambini
non c'erano immagini nitide che avvolgevano le spalle ormai stanche di una madre
nessuno che ascoltava le sue lacrime nessuno che le poggiasse una mano sul capo
chiudeva le finestre riversa sul muto e lasciava scorrere fiumi di parole
(viaggiavano libere come note, come piume)
ho solo sentito un gemito e un sorriso avvertito appena semitaciuto
non c'erano immagini riflesse eppure l'immagine di te m'inseguiva
ho poggiato le mani sul vetro per cercare di fermarla è svanita
riapparsa solo per caso tra le pieghe dell'arrendevolezza
mi son seduta accasciata e di nuovo era lì appesa al muro
(immobile quasi ci fosse sempre stata)
non ho inseguito fiori non ho toccato rami ho avuto paura
paura che sparissi che tornassi di nuovo nel nulla
lo sguardo che avevi sembrava il mio il mio gemello
ad occhio nudo avresti detto fossi io ma hai taciuto
(non hai parlato, non hai nemmeno pianto)
ho salito gli scalini ormai gelidi attenta a non cadere
sperando sempre nel sole nel caldo tropicale
non ti ho trovato lì sul muro eri partito di nuovo
volato via e così ho ricominciato a cercare a guardare
(non sei ancora qui, ma domani sono sicura tornerai)
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L'autore
Barbara Golini
Sinceramente a me non serve proprio nulla, se non il mio animo (M.Cvetaeva) Grazie. Barbara ....non ho mai iniziato, né mai finito.......
Commenti (1)
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Francesco Rossi15 dicembre 2014
L'attesa e il ricercate sono le cifre stilistiche di questa composizione poetica che basa la sua struttura su impressioni portanti.

