Planavi sul mio cuore
Antonella Modaffari Bartoli
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Furono lunghi giorni e lunghe
attese in un tempo di amare
discordanze.
E tante volte ritornò il tramonto
coi cieli rossi e poi la forte
luce, che trapassava anche
le nubi nere.
E poi scese la nebbia coi
suoi grigi veli, nei giorni di
solitudine e dolore, ma poi
planavi dolce sul mio cuore
e come albatros sfioravi
le onde tempestose del
mio mare.
Cantarono inverni, col grigio
dei marosi e poi altre dolci
primavere, e il grido dei gabbiani
si confuse con l’urlo silenzioso
del mio cuore. Più non sciolse
l’amore la sua voce, e nel deserto
dell’arida scogliera smarrì l’albatros
il suo volo, e le note del suo canto
si persero, contro la dolente
riva...
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Commenti (1)
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Francesco Rossi24 dicembre 2014
Un planare che è fonte di ispirazione, qui i grigi veli possono dare parvenza di dolore usando un linguaggio simbolico, ma se il lettore coglie il contesto del momento troverà un rigenerarsi come fonte primaria e cifra stilistica della poesia.

