Gli ultimi
Bruno Leopardi
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In un cielo ammantato di nuvole
scoprire un angolo di sereno semmai
e regalarlo agl'ultimi, ai poveri
ché quelli, non l'hanno visto mai.
Poi,
affacciare l'anima sul precipizio del mondo,
orecchie ad ascoltar la retorica
di un discorso politico:
oratore di turno che fa il suo spettacolo.
Mentre,
lì a scavare con le mani in "monnezza"...
non sai io quanti ne ho visti,
e ogni volta
il pensiero è a una madre e alla sua tenerezza
nell'incontro del cuore, con i suoi occhi tristi.
O dormire per terra e come letto un cartone
che ripara col suo blando spessore
ed un topo e poi un altro, gli passan vicino
al relitto di uomo
che ieri chissà, forse è stato un bambino.
E' Natale ancora una volta
e facciamo in regalo
telefoni piatti e leggeri
costruiti con miniere di coltan.
©
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L'autore
Bruno Leopardi
Commenti (3)
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Francesco Rossi15 dicembre 2014
Un poetare che affronta la tematica dell'indigenza e degli ultimi non trascurando un muovere appello a quello che ci contamina l'esistenza.
carla composto20 dicembre 2014
un tema molto forte quello dell'emarginazione del popolo degli invisibili... non sempre é una scelta di vita spesso sono persone costrette a vivere senza dignità ...persone che perdono il lavoro che non possono permettersi di pagare un affitto... ma nessuno fa niente per loro ...NESSUNO... ottima lirica da conservare
e
emiliapoesie3923 marzo 2015
descrivere tanta sofferenza con tanto tatto e delicatezza è opera di un cuore grande .


