Fuga
Lontano da dune torride,
da spirali che stringono la tua buccia di mela,
nascondo il mio corpo
dentro veli blu di lana nomade.
Dai temporali estivi,
da verdi occhi che piangono riflessi
riparo tra gli spazi senza misura
nella falsa liquirizia del mio rifugio ombroso.
Dove s’incontrano i venti della montagna,
nell’ansimare odoroso del legno di cedro,
alzo un respiro di rotta
che si allontana sino alla prossima bonaccia.
E dal fuoco che mai s'assopisce,
dal punto superiore dei tuoi pensieri,
fuggo,
nella distanza che ci separa
e nel triangolo dei baci che mi cinge d'illusioni.
©
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