Padre mio
Carlo Sorgia
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Con leggero soffio
la mente è colma
di silenti emozioni
Specchio la lontananza
di desuete realtà e desideri
fantasmi del tempo.
Forse per pudore
quell'abbraccio così desiderato
sembra rubato
Tu vicino
la mano nella mia
senza un perché.
Si aprono i ricordi
e ti stringo forte padre mio
non più spazi per l'ipocrisia.
©
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L'autore
Carlo Sorgia
Molto impegnato nel lavoro, mi sono avvicinato alla poesia in maniera sistematica solo di recente. Attratto da tutte le forme di creatività, nessuna esclusa, scrivere credo completi questa mia voglia di esprimermi, la pittura mi completa. La mattina al risveglio mi meraviglio ancora e mi stupisco per i colori e i p
Commenti (2)
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Sara Acireale18 dicembre 2014
Adesso che il padre si trova in un'altra dimensione, non c'è più spazio per l'ipocrisia ma per l'amore sincero verso colui che ci ha generato. Molto bella e profonda
Berta Biagini18 dicembre 2014
Come non specchiarsi in questi commoventi versi che riportano alla mente emozioni vissute alle quali non smetteremo mai di aggrapparci – una particolare riflessione si legge nell’ultima strofa alla quale non si può che puntare il dito con un certo amaro in bocca.


