Dolce
Paride Giangiacomi
276 poesie pubblicate
+ Segui

Ricordo, per quel po’ che t’ho vista
ch’eri bella, ridente, imprevista
per la tua comparsa;
per te recitai la farsa
dell’esser superiore,
dell’uomo senza affetto e con rancore.
Il tuo sguardo risvegliava in me
sensazioni pudiche e affascinati perché;
ti vedevo conversar con altri,
li immaginavo goffi, non certo scaltri
e mi domandavo con molto dolore
come aprire una breccia nel tuo cuore.
La testa pensava, pensava
come un contadino che la terra scava
per gettar il seme che darà la Vita;
anch'io cercavo di te l’ambita
scalinata che portava alla speme
e poter alfin coprir il corpo tuo che freme!
Avrei voluto coprirti di carezze,
di baci, ma pieno ero di incertezze;
Dolce, ti ho battezzato:
gli occhi tuoi eran canditi, le tue labbra zucchero filato,
il seno tuo era caramello
e mi invitava ad allattare come un monello.
Meraviglioso era appoggiar la testa
sul ventre tuo che pareva a festa,
inghirlandato di nastri, pizzi e corsetti,
che lo rendevan simil ad un bosco di confetti
dove bello era accostarsi
e nell'oblio della tua notte perdersi.
Ricordi, solo e sempre ricordi,
ebbri i sensi, son lordi
di desiderio; nuove sensazioni affiorano
alla mia mente, molti perché ritornano
ma tu sei già partita:
anche il dolce non dura una vita!
🌐
Pubblicata con licenza Creative Commons: puoi condividerla e ripubblicarla citando l’autore e la fonte.
L'autore
Paride Giangiacomi
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!
