I Cacciatori indiani
Massimiliano Zaino
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Alla Notte i’ ne canto l’alte gesta
de’i guerrieri alla caccia in sul mattino,
e all’ombra e cupa e pia d’un biancospino,
e a’ piè delle betulle ombrose e molli,
e all’orizzonte immenso e a’ freschi colli,
delle prede i’ mi lagno e all’aura mesta.
Era ‘l dì, e ‘l cacciatore ne seguiva
pelle piane infinite e all’erte e a’ monti -
cavalcando ‘l destrier che si smarriva -
quelli che si fuggivan i bisonti,
e dietro se ne stavan i compari,
a’ destre v’eran torvi i rei fucili,
e del Sole a’ raggianti lucernari
galoppavano i prodi, i volti vili,
e pe’i venti amerindi e bei e gentili
inseguito correva ‘l tristo branco;
ma in fin - tra’i cardi osceni fatto stanco -
ne periva dell’Indio in sugli affronti.
Rosso ‘l viso e iracondo or n’assaliva
il fucile di tòno, e vêr de’ ponti,
la mandria ormai stancata si smarriva,
e qualchedun si cadde in tra’i bisonti.
Alla Notte i’ cantava l’alte gesta,
e ancor rimembro assorto: or l’orbe spoglie
alle tende condotte in tra’ le foglie,
e le carni in tra’ l’erbe lacerate,
e le paglie d’intorno insanguinate.
Delle prede i’ mi lagno e all’aura mesta.
©
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L'autore
Massimiliano Zaino
Saluti a tutti i lettori e a tutte le lettrici. Sono nato nell'agosto del 1988. Già dai primi anni di scuola ho sviluppato una vocazione per le materie umanistiche... vocazione questa che è impetuosamente esplosa nell'ultimo anno della Terza Media e nel primo anno di Ginnasio del Liceo Classico. Appassionato di Stori
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