Fratelli di pace
Stefano Calemme
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Oh fratello, che adesso,
nella siccità della sabbia
in cui ci troviamo, insieme
stiamo respirando a fatica,
ma con il sorriso.
Non abbiamo la forza
di parlare, ma non occorre.
Continuiamo a sorridere e
questo ci rende immortali.
Rivolti con lo sguardo
al cielo, sognando di volare
fra le nuvole più pure,
o forse non stiamo sognando.
Occhi aperti, ansimiamo e
attorno a noi lo spettacolo è
terminato. Osserviamo il firmamento
come non lo abbiamo mai visto:
caldo, accogliente, dolce.
Cominciamo ad avere sonno
fratello mio, arriva la nebbia.
Ma saremo liberi di sognare sempre.
Tendimi la mano, come
quando abbiamo innalzato la
nostra bandiera, prima di quest'esibizione.
Donami l'ultimo calore umano.
Saremo protettori di pace.
Passa un uccello
davanti ai miei occhi,
o così sembra. La tua presa
si allenta. Immagino
che anche tu lo abbia visto volare,
senza sapere che sei proprio tu.
Ora ti raggiungo.
Non ci sono più rumori,
solo una mano aperta sopra ad un'altra
su un terreno ormai arido
e due uccelli, in cielo, lontano,
che volano.
©
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Stefano Calemme
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